Agricoltura biologica: limiti e lacune del sistema di governance

di Alessandro Campiotti

L’Unione europea è impegnata nella sfida al raggiungimento del 25% di superfici coltivate a biologico entro il 2030. Tuttavia, le limitate adesioni da parte degli agricoltori e un sistema di monitoraggio poco efficiente rischiano di compromettere l’obiettivo. È necessario intervenire sui limiti del settore con uno sguardo che vada oltre il 2030.

Logo biologico dell’UE
(Immagine della Commissione europea)

Rispetto per l’ambiente, qualità del suolo, promozione della biodiversità, benessere animale, assenza di prodotti chimici di sintesi, impiego responsabile delle risorse naturali, sono solo alcuni dei principi cardine che caratterizzano l’agricoltura biologica. Questa forma di produzione sostenibile degli alimenti è entrata per la prima volta nell’ordinamento europeo nel 1991 e attualmente fa riferimento al Regolamento UE 2018/848, che definisce il sistema di produzione, trasformazione, etichettatura, controllo e certificazione in sostituzione del vecchio Reg CE 834/2007. I consumatori possono riconoscere i prodotti biologici dal marchio, introdotto nel 2010, che rappresenta una fogliolina dai margini bianchi su sfondo verde, che richiama la grafica della bandiera europea.

Nei Paesi dell’UE l’agricoltura biologica interessa oltre il 10% della superficie agricola totale – con Francia, Spagna, Italia e Germania ai primi posti – mentre la vendita dei prodotti biologici costituisce il 4% del mercato alimentare europeo, con un fatturato di 45 miliardi di euro l’anno, raddoppiato nell’ultimo decennio. La transizione dai tradizionali metodi produttivi dell’agricoltura convenzionale a quelli biologici è stata sostenuta negli anni dalla Politica agricola comune (PAC), che ha incentivato gli agricoltori a modificare regime produttivo tramite lo stanziamento di risorse finanziarie pari a 12 miliardi nella programmazione 2014-2022 e di 15 miliardi nell’attuale programmazione 2023-27. Inoltre, nel 2020 la Commissione europea ha lanciato la sfida di destinare il 25% della superficie agricola utilizzabile (SAU) all’agricoltura biologica entro il 2030, e per questo ha promosso presso gli Stati membri numerose campagne informative sull’importanza di produrre alimenti di alta qualità che fossero al tempo stesso più rispettosi dell’ambiente.

Tuttavia, non mancano nelle attuali politiche europee e nazionali anche alcuni elementi che limitano l’impatto del settore biologico dal punto di vista economico, sociale e ambientale, come è stato recentemente messo in luce dalla Relazione speciale della Corte dei conti europea dal titolo Agricoltura biologica nell’UE – Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica.Lo studio ha analizzato i limiti che presentano gli attuali strumenti di monitoraggio e valutazione dei risultati, e sebbene il Piano d’azione 2021-27 abbia migliorato complessivamente il sistema di governance rispetto al precedente Piano 2014-2020, sono state sottolineate una serie di incongruenze. Tra queste, emergono la parziale mancanza di valori obiettivo chiari e quantificabili, l’assenza di indicatori omogenei confrontabili e la scarsa trasmissione delle statistiche del settore da parte degli Stati membri alla Commissione, responsabile di pubblicare relazioni semestrali sullo stato di avanzamento degli obiettivi.

Secondo i dati attuali, infatti, si stima che per raggiungere la soglia del 25% di superfici coltivate biologicamente entro il 2030, sarebbe necessario raddoppiare le adesioni al regime di produzione biologica da parte degli agricoltori. Per tali ragioni, oltre ad indicare un pacchetto di consigli utili a rendere più efficiente l’attuale sistema di governance, la Corte segnala alla Commissione la necessità di sviluppare una strategia che guardi oltre il 2030. Inoltre, si conferma la necessità di sostenere gli operatori del settore, in particolare gli agricoltori, massimizzando il trasferimento di conoscenze, fornendo consulenze aziendali e incentivando lo sviluppo di filiere corte che rendano le produzioni più sostenibili e di maggiore qualità, oltre a migliorare la coesione sociale delle aree rurali.


Per approfondire:

Commissione europea, Il logo biologico: https://agriculture.ec.europa.eu/farming/organic-farming/organic-logo_it

Commissione europea, Legislazione riguardante il settore biologico, https://agriculture.ec.europa.eu/farming/organic-farming/legislation_it

Corte dei Conti europea, Relazione speciale Agricoltura biologica nell’UE – Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica, 2024, https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/SR-2024-19/SR-2024-19_IT.pdf

Istat, Settimo Censimento Generale dell’agricoltura, 2020, https://www.istat.it/statistiche-per-temi/censimenti/agricoltura/7-censimento-generale/