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Nuova tecnica per la diagnosi simultanea di viroidi e fitoplasmi delle pomacee

Un gruppo internazionale di ricerca formato da ricercatori greci del Benaki Phytopathological Institute di Atene e spagnoli dell’Instituto Valenciano de Investigaciones Agrarias (IVIA) di Valencia ha messo a punto un metodo diagnostico rapido, sensibile e affidabile per l'identificazione simultanea dei più importanti viroidi e fitoplasmi delle Pomacee, in particolare del melo e del pero.

L’articolo che riporta i risultati della ricerca è stato pubblicato all’inizio dicembre su PublMed, rivista on line di US National Library of Medicine – National Institutes of Health.

Le Pomaceae sono suscettibili a diverse malattie causate da virus, viroidi e fitoplasmi, trasmesse da piante infette. Una via di diffusione comune è quella dell’impiego di piante infette negli innesti. Fra i patogeni trasmessi in questo modo ci sono:

  • cancro bolloso del pero (PBCVd – Pear blister canker viroid ), viroide;
  • ulcerazione della mela (ASSVd – Apple scar skin viroid), viroide;
  • Candidatus Phytoplasma mali (Ca. P. mali) ovvero l’agente degli scopazzi del melo;
  • Candidatus Phytoplasma pyri (Ca. P. pyri) ovvero l’agente della moria del pero.

Nonostante i fitoplasmi qui sopra citati siano regolamentati in Europa come patogeni da quarantena, non sempre è possibile effettuare analisi complete, veloci e affidabili.
I ricercatori hanno messo a punto una procedura di analisi basata sulla tecnica RT-qPCR per la rilevazione simultanea di viroidi e fitoplasmi di melo e pero.
La RT-qPCR è una PCR quantitativa in tempo reale (RT-qPCR, real time quantitative reverse transcription polymerase chain reaction).
La PCR è una tecnica di biologia molecolare che consente la moltiplicazione (amplificazione) di frammenti di acidi nucleici dei quali si conoscano le sequenze nucleotidiche iniziali e terminali. Questa tecnica consente di ottenere in vitro molto rapidamente la quantità di materiale genetico necessaria per le successive applicazioni e/o analisi.
Nel caso di RT-qPCR, la PCR viene accoppiata con un metodo di analisi del DNA: si ha quindi un’amplificazione del DNA e, dopo ogni turno di amplificazione, una sua quantificazione. La tecnica Retro Trascrizionale (RT-PCR) permette di misurare l'espressione relativa di un gene ad un tempo particolare, o in una cellula o in un tipo particolare di tessuto. Per la quantificazione del DNA si usano diverse tecniche basate sull'uso di colorazioni fluorescenti. In particolare, nella procedura messa a punto dai ricercatori greci e spagnoli, per l’identifcazione del DNA si è usata la sonda “TaqMan”. Questa sonda è in grado di contenere due fluorocromi e quindi dà il vantaggio di rilevare contemporaneamente più di una sequenza in una sola reazione.
In questo caso specifico la tecnica RT-qPCR con sonda TaqMan permette l'identificazione degli RNA dei viroidi e del DNA dei fitoplasmi nel corso della stessa reazione.

Dai dati ottenuti nel corso delle varie sperimentazioni, il gruppo di ricerca internazionale afferma che la tecnica RT-qPCR messa a punto nel corso di questo studio per la rilevazione simultanea di viroidi e fitoplasmi di melo e pero costituisce uno strumento diagnostico in grado di facilitare i controlli su larga scala sia per la gestione della malattia, sia per la propagazione di materiale vivaistico sano certificato.

Per saperne di più:

US National Library for Medicine – PubMed.gov

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Selezionata la patata a basso indice glicemico

Il Dipartimento per l’Agricoltura e l’Agroalimentare Canadese si occupa da tempo di ricerche nel settore dietetico, in particolare studia nuove varietà colturali in grado di offrire dei vantaggi ai consumatori diabetici, in continuo aumento dall’altra parte dell’oceano. Importante è la ricerca di una divisione di tale dipartimento, il “Centro di Ricerca sulle Patate” di Fredericton, nel New Brunswick. Il Dipartimento per l’Agricoltura e l’Agroalimentare Canadese ha recentemente pubblicato sul proprio sito i risultati di una ricerca condotta dal gruppo guidato da Benoît Bizimungu che da anni studia nuove varietà di patate contenenti un diverso quantitativo di carboidrati.

Il gruppo di ricercatori è riuscito a selezionare una patata con un più basso contenuto di carboidrati e con le seguenti caratteristiche:

  • alta digeribilità;
  • basso indice glicemico;
  • maggiore contenuto di antiossidanti.

Queste caratteristiche si presentano molto interessanti sia per i consumatori, specialmente i diabetici, sia per l’agricoltore in quanto possono contribuire a:

  • migliorare la gestione del diabete, infatti il consumo di questa patata non provoca picchi di zuccheri e di insulina nell’organismo;
  • perdere peso;
  • migliorare la digeribilità;
  • aprire a nuove varietà a basso contenuto glicemico;
  • creare nuove opportunità di mercato;
  • soddisfare le richieste dei consumatori più attenti e interessati all’aspetto salutistico degli alimenti.

La nuova patata è stata selezionata impiegando metodi convenzionali, ovvero utilizzando diversità genetiche naturali presenti in varietà locali o provenienti dal Sud America.
Le nuove tecnologie hanno trovato spazio nella fase produttiva e soprattutto analitica. Strumenti quali lo spettrometro nel vicino infrarosso (Near-infrared spectroscopy – NIRS) e il reometro consentono, infatti, di misurare rapidamente la quantità di amido presente nelle patate nonché tutta la composizione delle patate stesse. La rapidità delle analisi rende molto più veloce moltissimo il processo di selezione e identificazione, in quanto fa risparmiare anni di prove e tentativi nel ricercare le caratteristiche desiderate.

Dato l’impiego di varietà locali in fase di selezione, le nuove varietà selezionate presentano delle caratteristiche che ben si adattano alla coltivazione sul suolo canadese, in particolare nel Canada Orientale e nelle zone irrigate del Canada Occidentale.
Attualmente la patata selezionata è coltivata in 76 siti distribuiti in tutto il Canada in collaborazione con la società Parkland Seed Potatoes di Edmonton che dispone dei diritti esclusivi per le prove condotte nell’ultima fase sperimentale e ha l’opzione di brevettazione.

La potenzialità di mercato per una patata a basso indice glicemico come questa è elevata in quanto accontenta i consumatori, visto il miglioramento delle qualità nutrizionali e salutari, e gli agricoltori viste le caratteristiche agronomiche e la resistenza alle fitopatie.
Dal punto di vista visivo, la patata a basso indice glicemico è identica alle altre patate a pasta bianca e buccia sottile presenti sul mercato.

Il nome proposto per questa patata è “AC Hammer”. Da questa patata è possibile ricavare un numero elevato di tuberi. A breve sarà iniziata la fase di analisi di mercato e quindi di commercializzazione. Il tempo stimato per produrre scorte adeguate di sementi è di 1-3 anni.

Il gruppo di ricerca di Benoît Bizimungu è comunque alla ricerca anche di altre varietà, tra cui quella di una patata ad alto contenuto di amido, adatta all’uso industriale.

Per saperne di più:

Agriculture and Agri-Food Canada
Alberta Farmer Express

1. Gli idrati di metano e il loro possibile ruolo negli scenari energetici futuri. Introduzione

di Immacolata Niola e Alberto Azzi

Il sensibile, costante incremento dei consumi mondiali di gas, che dovrebbero toccare nel 2035 i 4.955 miliardi di metri cubi, e la necessità di affrancarsi dai condizionamenti politici esercitati dagli Stati detentori delle principali riserve e tradizionali fornitori del mondo occidentale stanno rendendo sempre più attuale il dibattito sulle fonti non convenzionali di metano. L’interesse deriva non solo dalla consistenza di tali fonti, che si ritiene racchiudano volumi di gas molto superiori a quelli delle riserve convenzionali, ma soprattutto dalla loro localizzazione diffusa in numerose aree del pianeta, tale da poter cambiare radicalmente il quadro geopolitico delle aree di approvvigionamento.

In genere, si definisce non convenzionale (Cassa Depositi e Prestiti, 2013) un gas che, a differenza di quello convenzionale, si trova non in giacimenti ben individuati e delimitati a livello geologico, bensì distribuito in ampie zone e in strati rocciosi meno permeabili, dai quali può essere estratto solo con tecniche complesse e, comunque, in una percentuale non superiore al 30%, mentre il tasso di recupero nei giacimenti di metano tradizionali è almeno dell’80%. Ad esso si ascrivono principalmente il cosiddetto metano da carbone (Coal Bed Methane), ossia il metano contenuto nei giacimenti di carbone, il tight gas, compreso nelle rocce calcaree o arenarie, e soprattutto lo shale gas, il gas da argille, di cui molto si parla in questi tempi per gli ingenti volumi disponibili e per le forti preoccupazioni suscitate nell’opinione pubblica dal grave impatto ambientale associato alla sua estrazione, divenuta ormai una realtà negli Stati Uniti. Ancora in fase preliminare sono, invece, le sperimentazioni sul recupero di gas dagli idrati di metano, una fonte di enorme potenzialità, le cui risorse mondiali vengono stimate in milioni di miliardi di metri cubi, corrispondenti almeno al doppio delle riserve di tutti i combustibili convenzionali. Di essi ci occuperemo nella presente nota, soffermandoci in particolare sulle reali prospettive di sfruttamento, allo stato attuale delle conoscenze.