“Innovazione e tecnologia in Agricoltura e Ambiente” E book



"Innovazione e tecnologia in Agricoltura e Ambiente" Parte III E book. Premessa 

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Parte I cap.1 Il Suolo. Premessa

Il suolo è un componente essenziale degli ecosistemi terrestri. È la “pelle” del pianeta, la pellicola superficiale della litosfera. È prodotto da alterazioni del substrato pedogenetico  ad opera del clima e di fattori biologici (vegetazione o coltivazioni, flora, fauna e uomo).

Se si prende in mano del terriccio e lo si sbriciola, si osservano dei piccoli spazi tra un granulo e l’altro, i pori. Alcuni di questi interstizi contengono aria ricca di anidride carbonica. Altri, invece, sono ripieni d’acqua, filtrata nel terreno dopo la pioggia.

La parte rimanente della manciata di terriccio è un miscuglio di particelle di natura minerale, piccolissime, quasi invisibili, o grandi quanto un granello di sabbia, e di materiale di colore scuro, di origine organica.


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Parte II cap.1 Risorse: L’acqua irrigua. Premessa

Ai fini del loro utilizzo irriguo le acque si possono distinguere in funzione di uno dei principali parametri di qualità: la concentrazione salina. Si distinguono quindi in acque dolci ed acque salmastre.

Le acque utilizzabili a scopo irriguo sono:

  • Acque superficiali da corsi e invasi naturali o artificiali (fiumi, torrenti, laghi, bacini idrici delimitati da dighe o argini) dai quali l’acqua è immessa in canali mediante opere di deviazione e derivazione.
  • Acque sotterranee da falde acquifere (freatiche, subalvee, artesiane) e sorgenti (d’emergenza, di trabocco, di contatto, di sbarramento, di fessura, subacquee o risorgenti).

 Acque reflue urbane, industriali, zootecniche.
Il loro impiego e le caratteristiche chimico-fisiche che esse devono avere per essere utilizzabili sono soggetti ai limiti imposti da precise disposizioni di legge, prime tra tutte le Leggi n. 319/76 ed il D.Lgs 152/99. Esse necessitano di particolari accorgimenti sia nelle fasi di trattamento sia in quelle di utilizzo. I trattamenti di depurazione necessari prima dell’uso, in alcuni casi, non sono però sufficienti a ridurre, entro livelli accettabili, fenomeni di inquinamento, soprattutto microbiologico, a carico del terreno, della coltura e dell’aria. Questo obbliga inoltre ad una scelta dei volumi e dei metodi di irrigazione più idonei alle particolari caratteristiche di queste acque. In ogni caso il volume di acque reflue direttamente utilizzato in agricoltura è trascurabile, a livello quantitativo, se confrontato con quello necessario per le comuni pratiche irrigue.


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