Risanamento ambientale: firmato l’accordo tra Sogesid e l’Università La Sapienza di Roma

Mobilità sostenibile, efficientamento energetico, integrazione e gestione di comunità energetiche rinnovabili. Questi alcuni dei temi al centro dell’accordo siglato da Sogesid, società di ingegneria “in house providing” del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), e l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.

Firmatari dell’accordo da sinistra: Prof. Massimo Pompili (Sapienza) e Errico Stravato (AD, Sogesid)

L’intesa, che coinvolge il Dipartimentodi Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Ateneo, prevede una stretta collaborazione su tematiche che spaziano dall’impiantistica elettrica alla gestione di infrastrutture a fonte rinnovabile e dagli impianti di ricarica per veicoli elettrici alla mitigazione dell’inquinamento elettromagnetico ambientale. Obiettivo dell’accordo sarà quello di coniugare, in una logica di sistema, la competenza tecnica di Sogesid e l’esperienza dell’Ateneo nella realizzazione di progetti innovativi per sviluppare interventi integrati sul territorio e portare avanti  processi di risanamento ambientale finalizzati alla rifunzionalizzazione delle aree bonificate restituendole alla collettività.

La partnership riguarderà, inoltre, l’organizzazione di conferenze e seminari di approfondimento e l’attivazione di tirocini curriculari ed extracurriculari a favore degli studenti iscritti ai corsi universitari, master e dottorati di ricerca promossi dall’Università, individuati sulla base delle competenze professionali strettamente connessi alle iniziative messe in campo nell’arco della collaborazione.

“Gli Atenei italiani e il mondo accademico sono dei partner cruciali per portare avanti progetti ambientali orientati alla tutela e alla riqualificazione del territorio”, ha dichiarato Errico Stravato Amministratore Delegato di Sogesid S.p.A. “Con questo accordo proseguiamo l’importante percorso di collaborazione con l’Università “La Sapienza” finalizzato al perseguimento degli obiettivi di comune interesse su tematiche legate all’impiantistica, energia, ambiente e di sicurezza”.

“La collaborazione tra il mondo delle università e quello delle imprese è di importanza strategica per la crescita e l’innovazione del Paese, e riveste un ruolo fondamentale, specie in un momento così cruciale di transizione ricco di progettualità di opere di alto profilo e di introduzione di innovazione tecnologica,” ha dichiarato Luigi Martirano, professore ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia, Responsabile Scientifico dell’accordo per il Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università “La Sapienza”. “Lo scambio di conoscenze è virtuoso in entrambe le direzioni e ha come obiettivo quello di assicurare al Paese la capacità di competere nel mondo della ricerca e dell’ingegneria sui mercati internazionali e quello di formare al meglio la classe dirigente ingegneristica che dovrà pianificare, progettare, realizzare e gestire le infrastrutture di domani in una visione olistica di sostenibilità tecnica, economica, ambientale e sociale”.

Sostenibilità e riduzione dei rischi per gli spazi urbani al centro della prima Strategia di adattamento climatico di Roma Capitale

Roma. Presentata il 23 gennaio in Campidoglio la prima strategia di adattamento climatico di Roma Capitale.  Il piano è stato redatto da Roma Capitale e dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale

Mitigare gli impatti derivanti da eventi climatici estremi, promuovendo pratiche sostenibili, la gestione efficiente delle risorse idriche e la tutela degli ecosistemi locali. Questi i temi al centro della prima strategia di adattamento climatico di Roma Capitale, presentata in Campidoglio alla presenza, tra gli altri, di Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, Sabrina Alfonsi, Assessore all’Ambiente Roma Capitale, Ornella Segnalini, Assessore ai Lavori Pubblici Roma Capitale, Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica Roma Capitale e Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale.

Il piano, redatto da Roma Capitale e dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, riporta lo stato climatico attuale e le misure previste per affrontare gli impatti che il cambiamento climatico sta già avendo sulla città, delineando al contempo le strategie necessarie per mitigare gli impatti di tali effetti. Dal sistema idrico al rischio idrogeologico, il piano si presenta come un importante strumento di monitoraggio, pianificazione e programmazione degli interventi, in grado di analizzare dettagliatamente le dinamiche ambientali in atto nella Capitale.

“Accogliamo con favore la Strategia di Adattamento Climatico di Roma Capitale come un importante passo avanti nella tutela del nostro ambiente e nella promozione di uno sviluppo sostenibile” commenta Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale. “Roma registra un continuo incremento di temperature medie, con un alternarsi di periodi di siccità a fenomeni di pioggia intensa, e una crescente incidenza di eventi climatici estremi. Questa complessa interazione di fattori climatici e ambientali rappresenta una sfida significativa per la gestione del territorio e la salvaguardia della popolazione. Per proteggersi dagli effetti negativi di queste mutazioni climatiche il piano prevede investimenti per una serie di interventi da attuarsi con diversa priorità, quali ad esempio argini, dighe, casse di espansione, sistema di aspirazione delle acque e altri sistemi di protezione da esondazioni e allagamenti. La cooperazione interistituzionale è essenziale per affrontare con successo le sfide ambientali e costruire comunità resilienti, e oggi siamo qui per dimostrare un impegno comune e concreto verso un bene di interesse pubblico, la gestione del nostro ecosistema”.

Per maggiori informazioni: 

Adriano Dossi
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Nella Via Lattea un oggetto cosmico mai visto

da ansa.it Scienza

Èstato scoperto nella Via Lattea un oggetto misterioso, a metà tra una stella di neutroni e un buco nero.

I ricercatori non sono riusciti ad identificarlo poiché, oltre ad essere super-denso, ha una massa che si colloca proprio a metà tra questi due corpi celesti e che non è mai stata riscontrata prima: potrebbe quindi trattarsi di una stella di neutroni incredibilmente massiccia o di un buco nero straordinariamente piccolo. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dall’Istituto tedesco Max Planck per la Radioastronomia di Bonn, al quale hanno contribuito anche l’Università di Bologna e l’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna e di Cagliari.

“Indipendentemente dalla sua natura, la scoperta di un oggetto compatto con questa massa ha implicazioni affascinanti”, afferma Mays Fishbach su Science, commentando lo studio guidato da Ewan Barr e Arunima Dutta. Il nuovo oggetto potrebbe, infatti, aiutare a gettare nuova luce sulla fisica, ancora non compresa appien,o alla base della materia nucleare estremamente densa, delle esplosioni di supernovae e di altri fenomeni, come le fusioni di stelle di neutroni.

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