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Microrganismi efficaci per il miglioramento e risanamento del suolo agrario

I microrganismi, base della vita sul nostro pianeta, frequentano gli ambienti più disparati, dai suoli incolti ai terreni agricoli, ai fondali marini, agli organi interni di piante e animali. Sono caratterizzati non solo da convivenza pacifica, ma da rapporto interattivo favorevole con gli elementi dei vari ambienti; giocano un ruolo chiave anche nella produzione del cibo perché decompongono i materiali organici in metaboliti semplici che possono poi essere utilizzati dalle piante e da altri organismi. In ogni momento milioni di microrganismi sono presenti nell'organismo: i batteri benefici scindono le sostanze ingerite e rilasciano sostanze quali gli amminoacidi (i mattoni delle proteine), gli antiossidanti e gli enzimi.

L’importante ruolo dei microrganismi informa l’'attività di ricerca, sviluppo e promozione di ENEA  in tale campo. Infatti nel periodo 2011-2015, nel settore delle tecnologie ambientali, secondo il Piano di Azione europeo per le Tecnologie ambientali (ETAP). l’Ente  si è posto l’obbiettivo di arrivare alla comprensione dei processi microbici nei sistemi ambientali d’interesse, promuovendo e sviluppando approcci biotecnologici, che facciano leva sulle ultime tecniche integrandole con processi informatici.
Le attività di ricerca e sviluppo tecnologico vengono condotte in laboratori specializzati presso i Centri ENEA di Casaccia, Bologna e Trisaia (Matera), e comportano anche la realizzazione di prototipi.

In particolare la ricerca sta affrontando problematiche quali:

–      losviluppo di approcci che portino un avanzamento nella comprensione della funzione dell’ecosistema microbico in risposta al cambiamento del clima;

–      nuovi approcci e nuove idee per processi di biorisanamento e per il monitoraggio a lungo termine dell’impatto ambientale causato dall’inquinamento;

–      esplorazione di nuovi approcci informatici per modellare e predire i processi microbici in condizioni ambientali in cambiamento;

–      nuovi metodi per valutare la distribuzione spaziale e l’impatto dei processi microbici attraverso scale di osservazione maggiori;

–      metagenomica-bioesplorazione ambientale per applicazioni industriali e ambientali (ad esempio ricerca di enzimi estremofili e biocatalizzatori, di nuove specie microbiche e di nuove funzioni metaboliche);

–      biotecnologie ambientali applicate al trattamento delle acque reflue, per ridurre la contaminazione delle acque superficiali da parte di inquinanti emergenti e per il recupero di nutrienti e acqua.

Anche SOI la Società Italiana di Ortoflorofrutticoltura, nelle recenti giornate scientifiche tenutesi a Padova, al Campus di Agripolis, realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Agronomia DAFNAE dell'Università di Padova, ha affrontato numerose problematiche legate al suolo tra le quali la sindrome di stanchezza (scarsa fertilità) e la malattia da reimpianto cercando le possibili soluzioni al generale declino della fertilità. Manca una diagnosi precisa sulle cause del decadimento della qualità e la stessa risposta a interventi con ammendanti organici di varia origine, formulati biologici, acidi umici, biostimolanti, antagonisti microbici è risultata erratica e poco affidabile.

L’origine biotica dei problemi relativi alla malattia da reimpianto è stata confermata negli ultimi anni da numerosi studi svolti in meleti, pescheti, mandorleti, come pure su fragola.  La sindrome è detta anche plant vigour mediated disease ovvero una malattia delle piante mediata del loro stato fisiologico, a significare quanto essa sia legata allo stato generale di fertilità dei suoli e alla tecnica agronomica. I recenti più innovativi studi su questa problematica correlano due principali fattori:

–  la componete biotica (rappresentata dal complesso di fungi patogeni agenti di necrosi radicale e dalle comunità microbiche responsabili dei processi funzionali dei suoli);

– i parametri fisici, chimici e biologici del suolo dipendenti dall’alterato ciclo della sostanza organica (struttura del terreno, disponibilità di elementi nutritivi, contenuto di biomassa, humus e processo di umificazione, presenza di sostanze fitotossiche, metalli pesanti e altro).

In agricoltura biologica il Prof. Giovanni Dinelli, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali dell'Università di Bologna, sta conducendo il progetto "Applicazioni della tecnologia EM per il prato sportivo e per le colture di pomodoro e frumento". Viene testato l'impiego di una particolare e brevettata formulazione di microrganismi efficaci, impiegata in modo diffuso in numerosi paesi. I microrganismi attivi impiegati risultano particolarmente efficaci nel terreno dove creano un ambiente capace di reprimere germi patogeni e parassiti e di contrastare l’inquinamento ambientale.

Fonti: ENEA, SOI, PuntoEM

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Bando 2013 del progetto “Verso l’EXPO del consumatore”

Scade il 30 luglio 2013 il bando “Verso l’EXPO del consumatore – Le buone pratiche dell’Agroalimentare" seconda edizione. Il bando che si rivolge agli operatori della filiera agroalimentare e agli enti pubblici impegnati a promuovere una produzione sicura, di qualità e sostenibile, è curato dalle sedi regionali delle associazioni, Movimento Difesa del Cittadino Lombardia, Adiconsum Lombardia, Assoutenti Lombardia, Cittadinanzattiva Lombardia, Confconsumatori Lombardia, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori – Comitato Regionale Lombardo ed è realizzato con i fondi dell’Antitrust, erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Lombardia.

Al centro del bando, l’applicazione e la promozione di modelli di produzione e consumo eticamente ed ambientalmente sostenibili.

Anche il consumatore ha raggiunto la consapevolezza che le certificazioni, il consumo dei prodotti locali e di stagione, i marchi di qualità, l’utilizzo di imballi a ridotto impatto ambientale rappresentino importanti valori aggiunti dei prodotti. Tra le novità di quest’anno, un focus sulle iniziative di contenimento dei prezzi e sostegno alle famiglie messe in atto da produttori e distributori mentre, sul fronte pubblico, continua l’attenzione all’attività degli Enti nel promuovere il territorio e i suoi prodotti, la lotta agli sprechi e le buone pratiche nella ristorazione scolastica.

Il bando “Le buone pratiche dell’agroalimentare”, giunto alla seconda edizione, ha come obiettivo quello di coinvolgere gli attori della filiera agroalimentare impegnati nelle politiche di sicurezza, tracciabilità e qualità dei prodotti, di sostenibilità e di trasparenza dei prezzi.

La promozione delle buone pratiche è al centro dell’opera informativa predisposta dal Movimento Difesa del Cittadino che parte da un dato eloquente: in Italia circa il 10 per cento della somma spesa per i prodotti alimentari, pari a 560 euro all’anno per famiglia, non viene consumata e finisce nei rifiuti.

La valutazione delle candidature verrà effettuata in relazione a principi di riferimento generali sulla base dei quali sono stati individuati indicatori specifici.

I riconoscimenti attribuiti agli Enti – distinti in base alle diverse funzionalità operative – nel caso dei Comuni anche in base alla diversa dimensione demografica saranno riferibili alle buone pratiche del territorio e alle buone pratiche della ristorazione scolastica.

I riconoscimenti attribuiti alle realtà aziendali – distinte per settore (produzione, trasformazione e distribuzione) – e dimensione aziendale saranno riferibili alle buone pratiche della produzione, della trasformazione e della distribuzione.

Le candidature pervenute saranno esaminate da una giuria qualificata che, per meglio valutare le designazioni, potrà richiedere agli interessati informazioni integrative.

La Giuria si riserva di attribuire menzioni particolari a realtà pubbliche o private che nel loro settore si distinguano per la proposizione e/o l’applicazione di buone pratiche, come pure, di prevedere premi speciali per categorie non espressamente previste dal Bando e/o ubicate fuori dai confini regionali.

Il bando“Le Buone pratiche nell’agroalimentare 2013 – Verso l’EXPO del consumatore” premierà i comportamenti sostenibili e l’applicazione di buone pratiche nel percorso che porta i prodotti dal campo alle nostre tavole. La riflessione promossa dal premio viene estesa agli attori della filiera agroalimentareintesi come Enti locali, aziende produttrici, della conservazione e della distribuzione, e costituisce un’ulteriore occasione per favorire tra i cittadini una riflessione sui propri stili di consumo, in un periodo di disagio economico come quello attuale.

In allegato: il  Bando 2013 "Verso l’EXPO del consumatore – Le buone pratiche dell’Agroalimentare

Per approfondire: EXPO Milano 2015. Nutrire il Pianeta. Energia per la vita.