Italia in classe A-Enea

Le imprese agroalimentari siciliane partecipano alla campagna dell’ENEA “Italia in Classe A”

Il convegno “Sostenibilità energetica e ambientale per i territori e le città”, organizzato da ORSA e Fondazione Simone Cesaretti presso la Riserva Naturale Orientata Bosco d’Alcamo, si chiude con le visite tecniche in tre aziende della Provincia di Palermo. 


Si è concluso il convegno in due giornate “Sostenibilità energetica e ambientale per i territori e le città”, organizzato dall’associazione senza fini di lucro ORSA in collaborazione con la Fondazione Simone Cesaretti nell’ambito della campagna nazionale d’informazione Italia in Classe A . promossa dal Ministero dello Sviluppo economico e realizzata dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). In occasione della campagna sono in programma a novembre – proposto dall’ENEA come Mese dell’Efficienza Energetica – una lunga serie di eventi, workshop, seminari e manifestazioni culturali in tutte le regioni italiane sui temi dell’efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile. Istituzioni, imprese, associazioni e cittadini sono chiamati a fare la loro parte nella promozione della cultura della sostenibilità.

Il convegno, organizzato in Sicilia presso la Riserva Naturale Orientata Bosco d’Alcamo (Trapani), ha visto la partecipazione, fra gli altri, dell’On. Girolamo Turano, Assessore alle attività produttive della Regione siciliana e del Sindaco di Capaci e presidente del Gruppo Azione Locale Golfo di Castellamare Pietro Puccio, che hanno manifestato particolare apprezzamento per la campagna “Italia in Classe A”. Notevole interesse, inoltre, è stato mostrato dai relatori del convegno (ricercatori, borsisti dell’ENEA e del CREA), che sono stati coinvolti in tre visite tecniche organizzate presso tre aziende della Provincia di Palermo (Consorzio APO e F.lli Contorno Industria Conserve Alimentari a Bagheria e Feudo Disisa a Grisì, nei pressi di Monreale), dove hanno potuto assistere dal vivo alla lavorazione degli agrumi, alla produzione delle conserve alimentari e alla produzione dell’olio e del vino (vedi foto).

 

Foto1. Visita tecnica presso F.lli Contorno Industria Conserve Alimentari a Bagheria

 

Foto 2. Visita tecnica presso Feudo Disisa a Grisì (Monreale)

 

Foto 3. Visita tecnica presso Consorzio APO a Bagheria 

efficienza energetica volano di sviluppo Sicilia

L’efficienza energetica volano di sviluppo per la Sicilia

Efficienza energetica, energie rinnovabili e innovazione tecnologia in agricoltura al centro di un convegno organizzato ad Alcamo da ORSA e Fondazione Simone Cesaretti.


Si è tenuto lo scorso 5 novembre, presso la Riserva Naturale Orientata Bosco d’Alcamo (Trapani), il convegno “Sostenibilità energetica e ambientale per i territori e le città”, organizzato dall’associazione senza fini di lucro ORSA in collaborazione con la Fondazione Simone Cesaretti. Il convegno, tenutosi nell’ambito della campagna nazionale d’informazione Italia in Classe A, realizzata dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e promossa dal Ministero dello Sviluppo economico, è stato aperto dai saluti dell’On. Girolamo Turano, Assessore alle attività produttive della Regione siciliana e del Dott. Pietro Puccio, Sindaco di Capaci e presidente del Gruppo Azione Locale Golfo di Castellammare, assenti per motivi istituzionali. Particolare apprezzamento è stato manifestato per la campagna “Italia in Classe A” e per l’iniziativa sostenuta dall’ENEA “Novembre: il Mese dell’Efficienza Energetica”.

Dopo i saluti, i lavori sono stati introdotti dall’Ing. Francesco Cappello dell’ENEA e dal Prof. Gian Paolo Cesaretti, presidente della Fondazione Simone Cesaretti, che hanno sottolineato l’importante ruolo svolto da istituzioni, centri di ricerca e imprese nel far emergere le potenzialità dell’efficienza energetica per la competitività, l’innovazione e l’occupazione nel settore edile e in quello dell’agroindustria. Successivamente sono intervenuti il Prof. Salvatore Raimondi, il Prof. Santo Orlando e il Prof. Antonio Comparetti dell’Università di Palermo, il Dott. Carlo Greco del CREA (Consiglio di Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’Ing. Giuliano Vox dell’Università di Bari e cinque borsisti del Progetto INNOVA, realizzato dall’ENEA e confinanziato della Regione Siciliana grazie al Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo 2014 – 2020. Le relazioni presentate dai borsisti (Carlo Scibetta, Noemi Caltabellotta, Domenico Rigoglioso, Felicia Cavaleri e Emanuela Sirica) hanno preso in considerazione lo sviluppo di modelli di Green Roofs & Walls (tetti e pareti verdi) per ridurre l’uso di energia per la climatizzazione degli edifici, l’architettura bioclimatica per minimizzare l’impatto ambientale delle cantine vitivinicole e le tecnologie per efficientare dal punto di vista energetico i processi produttivi nei settori dell’agricoltura e dell’agroindustria.

A conclusione delle relazioni ha preso la parola Franco Ribaudo, ex parlamentare e Sindaco di Marineo (Palermo), che ha illustrato l’impegno della Regione siciliana per valorizzare le opportunità che l’efficienza energetica offre per lo sviluppo imprenditoriale, l’occupazione e il miglioramento della qualità della vita, in particolare nelle aree interessate dal turismo. È seguito un seminario di approfondimento tenuto dal Prof. Gian Paolo Cesaretti, sui temi dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare. Ha chiuso i lavori il Dott. Carlo Alberto Campiotti dell’ENEA, moderatore del convegno, che ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dall’Agenzia attraverso la campagna “Italia in Classe A” per sensibilizzare amministrazioni locali, imprese, associazioni e cittadini su un uso più consapevole dell’energia nei luoghi di lavoro, a casa e nelle scuole, il tutto nella prospettiva di uno sviluppo economico sostenibile del Paese.

Cimice asiatica, Halyomorpha halys

Identificati in Trentino due insetti antagonisti della cimice asiatica

Si tratta di una scoperta del gruppo di lavoro coordinato da Fondazione Edmund Mach (FEM) e dal Centro Agricoltura Alimenti Ambiente. Attraverso un assiduo lavoro di monitoraggio sono stati rinvenuti sul territorio provinciale trentino due insetti antagonisti naturali, anch'essi di origine asiatica, che potrebbero limitare e controllare la diffusione della cimice. Per concretizzare questa scoperta bisogna attendere l’applicazione della nuova legge per la lotta biologica, recentemente approvata e di cui si aspetta il regolamento attuativo che prevede proprio il rilascio di organismi utili esotici.


Grazie al lavoro di monitoraggio condotto dal gruppo di lavoro FEM e dal Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, è stato possibile rilevare per la prima volta la presenza sul territorio trentino delle due specie esotiche Trissolcus japonicus e Trissolcus mitsukurii. Sono questi i due principali agenti di biocontrollo della cimice in Asia la cui presenza in equilibrio con il fitofago impedisce pullulazioni devastanti della cimice nelle aree di origine. Sono probabilmente arrivati in Europa in maniera accidentale seguendo le stesse rotte di invasione del loro ospite. In Italia T. japonicus era stato rinvenuto finora solo in alcuni siti in Lombardia e Piemonte, mentre T. mitsukurii in aree ristrette del Friuli, Lombardia ed Alto Adige.
 

Le novità normative a livello nazionale aprono al rilascio di organismi utili esotici per la lotta biologica

La nuova normativa nazionale, recentemente promulgata, di cui si diceva sopra (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 05/09/19, del D.P.R. 5 luglio 2019 n. 102) riguarda le norme necessarie all'immissione sul territorio di specie e popolazioni non autoctone). In attesa delle linee guida tecniche della nuova legge e/o di una rapida autorizzazione in fase di emergenza, FEM prevede che in un prossimo futuro saranno possibili rilasci in deroga di esotici utili per la lotta biologica dopo gli opportuni studi di efficacia e valutazione del rischio da condurre in impianti da quarantena.

All’inizio del 2019 è stato creato un tavolo di lavoro FEM, diretto da Gianfranco Anfora, che coinvolge ricercatori e tecnici del Centro Ricerca e Innovazione, Centro Trasferimento Tecnologico e Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (UniTrento- FEM), per il coordinamento di tutte le attività di ricerca e sperimentazione in corso su questo tema. Una delle attività principali del gruppo di lavoro, coordinato da Livia Zapponi del Centro Ricerca e Innovazione, è lo studio della possibile applicazione della lotta biologica. In particolare FEM è partner di un consorzio nazionale per il monitoraggio e la valutazione dell’impatto dei parassitoidi locali ed esotici della cimice, soprattutto quelli di origine asiatica del genere Trissolcus. Livia Zapponi e Serena Chiesa del Centro Trasferimento Tecnologico, grazie a questa iniziativa, hanno partecipato ad un corso di alta formazione a Montpellier presso il Centre for Population Biology and Management dell’INRA per il riconoscimento tassonomico dei parassitoidi della cimice appartenenti al genere Trissolcus.

Il controllo biologico classico prevede l'importazione dalle zone di origine del fitofago dei suoi antagonisti, con l'obiettivo di acclimatarli e riprodurre le condizioni che ne consentono la naturale regolazione della popolazione. Nel caso di  Halyomorpha halys però, la scelta di tale approccio è stata limitata finora dai vincoli legislativi, nazionali, che hanno reso inattuabile finora la procedura per l'introduzione di nuove specie, anche se utili al controllo biologico. A questo proposito FEM ha da poco allestito una nuova struttura costruita seguendo i criteri degli impianti di quarantena internazionali per gli insetti e che sarà utilizzata dopo le opportune certificazioni ministeriali per tali studi.

 

Origine e diffusione della cimice asiatica 

La cimice asiatica, Halyomorpha halys, è una specie invasiva originaria dell’Asia orientale. Fuori dal suo areale originario, soprattutto negli Stati Uniti, è divenuto il fitofago chiave in numerosi agroecosistemi causando ingenti danni economici su colture arboree come melo, pero e pesco, nonché su molte orticole. Può inoltre essere fonte di fastidio per le persone, vista la sua abitudine di trascorrere l’inverno al riparo negli edifici e di emettere sostanze maleodoranti. Durante il 2016 sono stati ritrovati i primi individui di cimice anche in provincia di Trento, con i focolai più importanti nell’area della città di Trento e del Garda. Nel triennio 2017-2019 la specie ha continuato la sua espansione sul territorio insediandosi anche in Val di Non e in Valsugana, con popolazioni in grado di provocare danni sulle principali colture locali. 

 

Fonte: Ufficio Stampa FEM


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